Conferito al Piano per l’economia sociale della Città metropolitana il riconoscimento di “Buona pratica territoriale per un’Italia più sostenibile 2025” di ASviS per “il contributo allo sviluppo sostenibile nel nostro Paese”.
In un contesto segnato da crisi climatica, crescenti disuguaglianze e rapide trasformazioni economiche e tecnologiche, le buone pratiche territoriali rappresentano risposte operative ai bisogni emergenti e, al tempo stesso, laboratori di innovazione sociale, ambientale e istituzionale.
Sono i territori, più delle dichiarazioni di principio, il vero banco di prova dello sviluppo sostenibile. È nelle città, nei piccoli Comuni, nelle aree interne e nelle comunità locali che gli Obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite si confrontano con la realtà, traducendosi in politiche pubbliche, progetti concreti e servizi capaci di incidere sulla vita quotidiana delle persone.La raccolta “Le buone pratiche dei territori 2025/2026”, realizzata dall’ASviS in preparazione del Rapporto Territori 2025 presentato lo scorso dicembre, documenta e analizza questo patrimonio di esperienze. Il volume descrive nel dettaglio le 216 buone pratiche selezionate dalla Commissione giudicatrice – in forte aumento rispetto alle 125 dell’edizione precedente – offrendo una fotografia ampia e articolata dell’impegno diffuso di enti pubblici, imprese, fondazioni, organizzazioni del Terzo settore e comunità locali. Ne emerge il ritratto di un Paese che, spesso lontano dai riflettori, continua a sperimentare e a investire nella sostenibilità come percorso concreto e quotidiano.


