MISSIONE 5
Public procurement, amministrazione condivisa e valutazione di impatto sociale
La complessità dei bisogni delle comunità impone alle amministrazioni la necessità di aprire i propri processi di programmazione e di progettazione verso un orizzonte in cui le Organizzazioni dell’Economia Sociale acquistano il ruolo di co-costruttori di politiche territoriali. La sfida non riguarda unicamente le modalità di allocazione delle risorse pubbliche, quanto il metodo per costruire un sistema territoriale di servizi capace di agire un’azione efficace sulle sfide sociali, ambientali e sulle disuguaglianze.
DIREZIONE 1
Valutazione e supporto delle sperimentazioni delle co-programmazioni e co-progettazioni (art 55 CTS) in rapporto anche alle sedi di programmazione pubblica con elaborazione di linee guida omogenee nel territorio metropolitano volte a salvaguardare la qualità del lavoro e dei servizi.
AZIONI
- Approfondimento sulle potenzialità offerte da altri strumenti per l’amministrazione condivisa come i PSPP (partenariati speciali pubblico privati) attraverso l’organizzazione di momenti partecipati sia da realtà dell’Economia Sociale, sia dalle amministrazioni locali.
- Sperimentazione di momenti di formazione congiunta tra amministrazioni locali e Organizzazioni dell’Economia Sociale in materia di amministrazione condivisa.
- Osservatorio di monitoraggio e segnalazione di worst e best practice sulla co-progettazione al fine di allineare tutte le co-progettazioni a linee guida condivise.
- Le modalità di coinvolgimento delle Organizzazioni dell’Economia Sociale ai processi di co-programmazione, anche in riferimento alla definizione dei Piani di zona per la salute e il benessere sociali triennali, sono quelle indicate nel Protocollo richiamato in precedenza; il coinvolgimento degli Enti del Terzo settore, per quanto attiene il tema della co-programmazione e co-progettazione, a partire da quanto previsto dal Codice del Terzo Settore (CTS) non può mai mettere in discussione la titolarità e i principi di autonomia e responsabilità del soggetto pubblico, in particolare per quanto attiene gli ambiti di definizione della programmazione. L’eventuale intervento da parte degli Enti del Terzo settore in ambito sociale, socio-sanitario e socio-educativo, con riferimento agli strumenti della co-programmazione e co-progettazione, avviene nei limiti di un sistema regolato dalle leggi nazionali e regionali, oltre che dagli atti di pianificazione e programmazione pubblica, che indicano chiaramente perimetro di azione, strumenti, percorsi e responsabilità dei soggetti.
DIREZIONE 2
Inserimento della valutazione di impatto come criterio negli avvisi e negli appalti.
AZIONI
- Censimento e messa a sistema di tutte le strumentazioni regolamentarie già presenti attorno le clausole sociali e premiali (per assorbimenti manodopera e inserimento lavoratori svantaggiati 381/91) e rafforzamento di indirizzo verso l’economia sociale.
- Sperimentazione della realizzazione di appalti “impact oriented”, con monitoraggio da parte del sistema della governance del Piano per l’economia sociale.
- Rafforzamento dell’utilizzo di clausole premiali per l’incremento della stabilità e continuità occupazionale e qualità del lavoro negli appalti ritenuti maggiormente strategici con riferimento agli ambiti oggetto del Piano per l’economia sociale.
- Approfondimento rivolto alle amministrazioni locali sul tema delle politiche orientate all’impatto e delle possibili modalità per introdurre strumenti per la valutazione del cambiamento anche in amministrazioni di piccole dimensioni con l’intento di promuovere una trasformazione a livello di cultura organizzativa.
- Approfondimento sugli aspetti tecnico-normativi per facilitare l’introduzione di processi valutativi all’interno delle amministrazioni locali.
- Sperimentazione di alcuni percorsi di valutazione del cambiamento e dell’impatto in merito a specifiche progettualità e in sinergia con le Organizzazioni dell’Economia Sociale.
- Costruzione di un sistema di valutazione e monitoraggio delle politiche che promuova le sfide intersettoriali.
DIREZIONE 3
Approfondimento di forme innovative di gestione dei servizi “labour intensive” per superare la competizione al ribasso sul costo del lavoro e la qualità del servizio.
AZIONI
- Valutazione dell’efficacia dello strumento della partnership pubblico-privata al fine di valorizzare gli investimenti, migliorare la qualità dei servizi e del lavoro e misurare l’impatto sul territorio.
- Sperimentazione di Servizi di Interesse Economico Generale (SIEG): seguendo le opportunità tracciate dall’Action Plan europeo che pone l’accento sui SIEG come strumento innovativo per derogare alle norme sugli aiuti di Stato e promuovere servizi di interesse generale, definire sperimentazioni per identificare perimetri e attività oggetto di SIEG.
- Approfondimento in merito alla previsione di gare a prezzo fisso per tutti quei servizi definiti labour intensive, spostando la competizione alla sola qualità progettuale.