MISSIONE 3
Welfare di prossimità ed educazione
I sistemi territoriali di welfare sono oggi caratterizzati da profondi processi di ridefinizione. Nuove vulnerabilità si sommano ai bisogni sociali più tradizionali. Le Organizzazioni dell’Economia Sociale possono essere attori strategici di politiche pubbliche poiché nascono come attori di cambiamento che agiscono all’interno delle comunità, pertanto è importante rafforzarne il ruolo anche al fine di garantire i diritti sociali.
DIREZIONE 1
Con riferimento alle aree territoriali fragili: promuovere la mappatura dei servizi esistenti sul territorio, dei bisogni di welfare non soddisfatti, delle risorse e asset attivabili, e facilitarne l’incrocio con le risorse e attività delle Organizzazioni dell’Economia Sociale, sostenendo la nascita di nuove iniziative anche nei territori più complessi.
AZIONI
- Coinvolgere la rete degli sportelli sociali nell’attività di diffusione e promozione delle opportunità del territorio realizzate dalle Organizzazioni dell’Economia Sociale, attraverso attività di formazione e coinvolgimento co-costruite.
- Valorizzare le esperienze esistenti di cooperazione di comunità e promuoverne la nascita di nuove nei contesti rurali e urbani attraverso anche percorsi di incubazione e accelerazione d’impresa facilitati dal soggetto pubblico.
- Costruire un raccordo con il Piano Adolescenza del Comune di Bologna per potenziare le azioni delle OES nell’offerta dei servizi di supporto a bambini, adolescenti e famiglie (comunità educanti, scuole aperte, interventi per la genitorialità etc.).
- Valorizzare e promuovere le esperienze di volontariato non organizzato in quanto realtà rilevanti nella cura e ampliamento del capitale sociale a livello locale, attraverso una stretta relazione anche con il Centro Servizi Volontariato.
- Riconoscere e promuovere il welfare culturale e più in generale il contributo offerto dalle attività culturali all’aumento del benessere collettivo con particolare attenzione alle attività svolte in questo ambito dalle Organizzazioni dell’Economia Sociale.
DIREZIONE 2
Promuovere co-programmazioni su servizi di welfare locale e di prossimità con i Comuni/Unioni di Comuni, Aziende Sanitarie locali e le Organizzazioni dell’Economia Sociale, anche attraverso il confronto con le organizzazioni sindacali e le associazioni datoriali di rappresentanza dell’economia sociale.
AZIONI
- Ricordando che i soggetti titolati ad intervenire nell’ambito delle procedure relative alla definizione dei Piani di zona per la salute e il benessere sociale sono quelli indicati nella Legge regionale 2/2003 e negli atti di programmazione regionali conseguenti, promozione di una maggiore coinvolgimento delle OES in sede di stesura dei piani di zona e di programmazione territoriale mediante sperimentazione di nuove modalità di ascolto e confronto con gli uffici di piano, così da realizzare una lettura integrata pubblico-economia sociale, utile a potenziali percorsi di co-programmazione e co-progettazione e di aggiornamento dei profili di comunità.
- Rafforzamento dell’integrazione tra sociale e sanitario e dei servizi territoriali, in particolare in riferimento allo sviluppo della domiciliarità, in coerenza con gli indirizzi e gli strumenti della Conferenza territoriale sociale e sanitaria metropolitana CTSSM, oltre che delle indicazioni nazionali e regionali in materia.
DIREZIONE 3
Promuovere le sinergie tra Organizzazioni dell’Economia Sociale e i nuovi soggetti che partecipano alla realizzazione dei sistemi territoriali di welfare, con particolare attenzione al ruolo delle imprese for profit, fondazioni e banche.
AZIONI
- Rafforzare il coinvolgimento dei nuovi attori del welfare, in particolare fondazioni e imprese profit, promuovendo percorsi di co-progettazione per la costruzione di welfare territoriale di prossimità (anche in collaborazione con le associazioni imprenditoriali delle imprese for profit) attraverso la sperimentazione di progettualità innovative su tematiche specifiche e il ripensamento delle modalità di distribuzione delle risorse con particolare riferimento al sistema dei bandi utilizzati dalle fondazioni.
- Stimolare la nascita di nuovi distretti mutualistici attraverso il coinvolgimento delle Organizzazioni dell’Economia Sociale relativamente alla progettazione dei luoghi e all’offerta di servizi e attività per la cittadinanza (ad es. Progetto del Ravone).
DIREZIONE 4
Promuovere la transizione digitale nell’ambito del welfare territoriale.
AZIONI
- Realizzare percorsi di formazione rivolti ai professionisti appartenenti agli enti pubblici che operano nel campo del welfare e alle Organizzazioni dell’Economia Sociale operanti in questo settore, in materia di potenzialità del digitale e delle nuove tecnologie per servizi alla persona innovativi.
- Sostenere la digitalizzazione dei servizi per facilitarne l’accesso ai cittadini e prevedere forme di sostegno e facilitazione per coloro che hanno difficoltà nell’utilizzo dei dispositivi digitali.
- Sperimentazione di progettualità innovative nell’ambito dell’utilizzo di tecnologie e soluzioni digitali per il welfare in collaborazione con le Organizzazioni dell’Economia Sociale (es. piattaforme di welfare, smart contract, etc.).
- Facilitare l’incontro tra le realtà di eccellenza del territorio in materia di transizione digitale e le Organizzazioni dell’Economia Sociale con l’obiettivo di sviluppare nuove soluzioni e servizi di welfare di prossimità.